[Intro] Chiave inglese sul banco. Saldatore accanto. Lo stesso cartellino. Un mestiere nuovo intanto. [Verse] "Da lunedì formazione, aula quattro, ore nove." Il reparto delle leve perde metà del suo rumore. Mario sa limare un pezzo al centesimo preciso, ma guarda quella scheda come un muro improvviso. Lucia invece ride: "Fammi vedere lo schema: se porta corrente, prima o poi capisco il problema." Niente salto pulito, niente futuro già pronto: ogni passaggio lascia qualcuno fuori dal conto. [Pre-Chorus] Chi impara? Chi insegna? Chi decide quanto vale un sapere che domani non sarà più principale? [Chorus] È il turno delle macchine, cambia il nostro turno, un relè fa mezzogiorno, un circuito fa notturno. È il turno delle macchine, ma il futuro non è suo: se nessuno resta indietro può diventare anche tuo. Non chiamare progresso ciò che elimina una voce, se la tecnica va avanti, porti tutti dove corre. [Verse] Nella riunione sento: "Produrre più veloce." "Se perdiamo quelle persone, cosa sapremo riparare?" Un tecnico più giovane segna formule sul vetro, un anziano gli corregge un contatto sul retro. Due generazioni chine sopra lo stesso guasto: il nuovo senza il vecchio non riparte così presto. Penso ai corsi online fatti dopo mezzanotte: "aggiornamento" fa paura quando il tempo non basta. [Chorus] È il turno delle macchine, cambia il nostro turno, oggi impari uno schema, cambia ancora ogni giorno. È il turno delle macchine, ma il futuro non è suo: se condividi ciò che sai può diventare anche tuo. Non chiamare progresso ciò che elimina una voce, se la tecnica va avanti, chiedi sempre chi la conduce. [Guitar Interlude] [Bridge] La macchina scrive: "NON TEMEVANO ME." Poi cancella. "TEMEVANO DI NON AVERE TEMPO PER IMPARARE." Resto a guardare. Questa frase non sembra vecchia. [Build-up] Un banco. Due generazioni. Una scheda aperta. Un errore. Quattro mani. Il circuito riparte. [Final Chorus] È il turno delle macchine, e cambia ancora il turno, ma nessuna innovazione nasce senza chi sta intorno. È il turno delle macchine, e il futuro non è suo: ogni macchina è una scelta fatta da qualcuno in più. Non chiamare progresso la velocità soltanto, se chi corre con la tecnica non sa chi resta accanto. [Outro] Il riff rallenta. Il basso conserva le quattro note. Sul monitor appare: MEMORIA CENTRALE ACCESSO CONSENTITO.